Re: Canis aureus con collare geosatellitare investito sulla A4 presso Monfalcone

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Re: Canis aureus con collare geosatellitare investito sulla A4 presso Monfalcone

Messaggio da Luca Lapini » 23 set 2019

Carissimi,

purtroppo devo annunciare che il 20 settembre 2019 è stato investito sulla A4 presso Monfalcone il maschio adulto di sciacallo dorato Canis aureus che era stato catturato e dotato di radiocollare geo-satellitare il 14 agosto 2019, probabilmente il capobranco del gruppo riproduttivo del Monte Debeli.

La cattura è stata pazientemente organizzata dal gruppo di lavoro dell'Università di Udine coordinato da Stefano Filacorda, e reso possibile dall'attività di due giovani collaboratori di Uniud, Yannick Fanin e Marta Pieri.

Per questa ragione l'animale era stato battezzato YaMa, dalle iniziale dei nomi dei due ragazzi, che in poco più di un mese avevano imparato a conoscerlo.

L'animale era stato catturato vicino al Lago di Pietrarossa, Gorizia, e frequentava con relativa assiduità il bordo del tracciato autostradale.

Il danno è enorme, non soltanto per la perdita dell'animale, ma anche per la comunità scientifica tutta, che perde la possibilità di aver dati sulla territorialità del branco riproduttivo di Yama. Incollarare un soggetto della coppia di genitori è infatti l'unico modo per avere informazioni serie sull'estensione del territorio difeso da un branco riproduttivo.

Ricordo a tutti che non è il primo sciacallo incollarato nel Nord Est d'Italia, ma il primo è un cucciolone, investito da automobili l'11 marzo 2919 (a circa 11 mesi) e liberato con radiocollare sul Campo di Osoppo (Udine) il 9 aprile 2019. Sia per la sua giovane età, sia perché non sappiamo quanto sia rimasto menomato dall'incidente (forte trauma cranico), fornirà informazioni meno importanti e più difficilmente interpretabili.

Siamo tutti molto dispiaciuti, visto che in Italia la specie ha numeri complessivi ancora di molto sotto il centinaio di esemplari, ed è dunque ancora sul bordo dell'estinzione.

Si tratta del sesto esemplare investito nel corso del 2019.
Gli investimenti stradali si confermano la principale causa di mortalità della specie nel nostro paese.

Peccato davvero.

Cordialità, Luca Lapini.

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