Falesie di Duino

Descrizione, conservazione e tutela degli ambienti naturali regionali

Moderatore: Pierpaolo

Falesie di Duino

Messaggioda fabiodamonte » 16 gen 2015

Vista la polemica che impazza in questi giorni su internet e sui giornali, vorrei porre un quesito a chi è più esperto sull' opportunità di vietare il passaggio dei kayak sotto le falesie. Mi chiedo se veramente la presenza di questi mezzi a propulsione umana possa compromettere la presenza del falco pellegrino e di altre specie sensibili. Personalmente ci sono passato sotto in canoa nei periodi in cui il pellegrino ha nidificato in passato, ma non ho avuto la percezione di creare disturbo (diverso il discorso per l'accesso alla spiaggia nei periodi riproduttivi e l'arrampicata sulle falesie, attività queste evidentemente da evitare per il disturbo "diretto" che possono potenzialmente arrecare). Mi chiedo se ci sono basi scientifiche per istituire un simile divieto? Non si rischia di cadere un po' nel "nazi-ambientalismo" e creare reazioni negative nei confronti dell'istituzione della riserva anche da parte di chi, con la scelta di non utilizzare mezzi a motore rumorosi e inquinanti, già è vicino alle logiche della conservazione?
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Re: Falesie di Duino

Messaggioda frank » 17 gen 2015

Ciao, non sono "scientifico" ma pratico, a mio modestissimo parere:
- il concetto base e' meno disturbi e meglio e'
- la distanza di fuga varia da specie a specie e all'interno della specie da individuo a individuo
- una specie va tanto più protetta quanto e' la sua rarità, l'essere autoctona e la sua utilità ambientale.

Per farti un'idea prova a dare una letta a:
- http://www.provincia.fi.it/fileadmin/as ... -2011_.pdf
- Il pellegrino di J.A.Baker isbn 88-7413-138-0

il primo e' abbastanza scientifico, il secondo e' narrativo ma merita veramente se fai BW e ti piacciono i rapaci.

Faccio canoa pure io ma solo in acque dolci, mi e' capito di vedere un po' di tutto, l'unico dato certo per me e' che gli aironi sono i volatili con la distanza di fuga maggiore.

Frank
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Re: Falesie di Duino

Messaggioda Accipiter gentilis » 17 gen 2015

Credo abbiamo bisogno di un po' di documentazione (pro e contro) per poter discutere di questo argomento in modo più completo e fondato, e non per sentito dire. Personalmente mi piacerebbe vedere il testo del regolamento, conoscere quali siano stati gli incontri del percorso partecipato, quale divulgazione sia stata fatta etc per poter meglio interpretare ad es. le affermazioni apparse sulla stampa locale, che tanto fanno audience ("decisioni calate dall'alto", "l'ira di Rigatti") e poco spiegano, anzi, intorbidiscono.
Comincio io a presentare qualche "dato".
Per chi se lo fosse perso, qui il link ad alcuni articoli apparso su Il Piccolo:
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cro ... 1.10678267
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cro ... ref=search
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cro ... ref=search

Anche nell'edizione odierna è apparso un articolo, che al momento non trovo... postate pure il link se lo conoscete.
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Massimo Grion
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Re: Falesie di Duino

Messaggioda fabiodamonte » 17 gen 2015

Le cose iniziano già a chiarirsi. Appare abbastanza evidente che i proclami apparsi sul Piccolo sono piuttosto strumentali e che un qualche percorso partecipativo era già iniziato. Non sembra quindi che la decisione sia caduta come un fulmine a ciel sereno. Inoltre, dagli interventi di Maurizio Rozza postati in lista si delinea chiaramente la necessità e l'opportunità del divieto.
Mi permetto di postare di seguito un intervento molto interessante di Fabio Perco sull'opportunità del nuovo regolamento:

Alcuni argomenti a favore della istituzione di un’area vietata al libero accesso all’interno della Riserva Naturale delle Falesie di Duino.
a) La istituzione della Riserva Naturale delle Falesie di Duino risale al 1996 ed è giustificata da una serie di ragioni, storiche, paesaggistiche, naturalistiche ecc., esaminate nel dettaglio e ratificate a livello legale con la legge regionale n. 42 di quell’anno, in applicazione della legge nazionale n. 394/92. L’area è inoltre riconosciuta di speciale interesse comunitario ai sensi delle Direttive europee 43/92 (Dir. Habitat), 409/79 e 147/09 (Dir. Uccelli).
b) La Riserva delle Falesie di Duino racchiude l’unica zona con alte pareti rocciose a picco sul mare del nord-Adriatico in territorio italiano: un ambiente di “falesia” del tutto peculiare, anche perché il più settentrionale del Mare Mediterraneo.
c) Ospita flora e fauna che necessitano della massima tutela. Applicare su almeno una parte di un’area così piccola, ma tanto rilevante, misure speciali di conservazione appare obbligatorio.
d) La Riserva Naturale di cui si tratta possiede dimensioni molto ridotte: circa 50 ha di terraferma ed altrettanti in area marina (complessivamente un quadrato di un km circa di lato che esclude da vincoli particolari il castello, la spiaggetta sottostante e varie aree rocciose frequentate dai rocciatori), per una lunghezza totale, lungo la costa, di appena un km circa. In questa zona è già in vigore il divieto di navigazione imposto dalla Capitaneria di Porto a meno di 30 m dalla sponda per ragioni di sicurezza. Si discute pertanto di soli altri 30 m (60 in tutto) da interdire complessivamente all’accesso e del rimanente specchio d’acqua marina incluso nella Riserva naturale, dove i canoisti e i nuotatori potranno invece godere dell’assenza di imbarcazioni a motore. La finalità è, tra l’altro, di consentire la maggiore presenza di varie specie di uccelli, alcune delle quali nidificanti attualmente o potenzialmente; altre migranti o svernanti (Tra i nidificanti attuali o del recente passato, sensibili al disturbo umano, ricordo ad esempio: Falcone pellegrino, Gheppio, Colombo selvatico, Passero solitario, Corvo imperiale; tra i nidificanti potenziali: Marangone dal ciuffo, Volpoca, Edredone, Gufo reale. Tra i migratori e svernanti: Strolaga mezzana e minore, varie specie di svassi, Smergo minore ecc.). Anche altri animali marini di grande pregio frequentano, o hanno di recente frequentato, l’area marina della Riserva naturale. Ad esempio almeno due specie di delfini, le tartarughe marine, svariate specie ittiche e via dicendo.
e) La istituzione di aree interdette all’accesso umano è prassi comune all’interno delle zone protette, per di più espressamente prevista dalle normative sopra indicate. Esistono zone così gestite anche nelle prossime Riserve naturali della Foce Isonzo, Valle Cavanata e moltissime altre a livello anche internazionale. Si deve all’esistenza di tali zone, in parecchi casi, la presenza di specie faunistiche rare (perché timide e diffidenti) in zone per altri aspetti fortemente antropizzate. Ricordo ad esempio, per analogia con le falesie di Duino, i siti riproduttivi costieri del Falco pescatore in Corsica e in varie altre nazioni, Italia inclusa (Toscana). Il divieto di accesso o regolamentato in zone sensibili è infatti la condizione preliminare e necessaria, sebbene non sempre sufficiente, per consentire a parecchie specie di sostare ed eventualmente riprodursi.
f) Molte aree di proprietà pubblica, anche marine, sono precluse al libero accesso sulla base di motivazioni varie, prevalentemente di carattere economico. Un esempio, nella zona di cui si tratta, è rappresentato dalle concessioni demaniali per le mitilicolture. Sono anche numerosi i territori costieri interdetti per ragioni militari, di sicurezza ecc. Appare pertanto logico e di interesse pubblico che zone delimitate, identificate a seguito di studi ed approfondimenti oltre che pluri-decennali discussioni a tutti i livelli, siano destinate alla conservazione di specie particolarmente rare e/o di riconosciuto pregio naturalistico, anziché ad attività ludiche.
g) Le piccole dimensioni dell’area interdetta al libero accesso da istituire sono adiacenti alla ancor più piccola zona delle falesie già da anni vietata alle attività alpinistiche, andando a costituire un’area nel suo complesso di speciale valore, comunque ben visibile dall’esterno a breve distanza (60 m appena!), incrementando le potenzialità e l’attrattiva del sito sotto il profilo didattico, scientifico e dello stesso eco-turismo nelle zone adiacenti, anche all’interno della stessa Riserva naturale! L’assenza di barche a motore nel rimanente territorio marino della Riserva rappresenterebbe infatti una opportunità nuova ed assai pregevole per fruitori appassionati quali nuotatori e canoisti.
Si chiede in conclusione, proprio alle categorie dotate di una maggiore sensibilità nei confronti delle bellezze naturali, un minimo sacrificio, al fine di mantenere un’area di speciale pregio nelle condizioni più prossime, per quanto possibile, a quelle originarie.
Gabrovizza, 17 gennaio 2015
Fabio Perco
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Re: Falesie di Duino

Messaggioda fabiodamonte » 17 gen 2015

Sul Piccolo di oggi, come diceva Massimo, è apparso un nuovo articolo. Si parla nuovamente di percorso partecipativo incompleto.....
Ecco il testo:

Il principe boccia la Riserva delle Falesie
Il consulente di Torre e Tasso proprietario del castello di Duino: «Limitazioni del Comune sbagliatissime»
di Tiziana Carpinelli
◗ DUINOAURISINA
Pollice verso anche dal Castel- lo di Duino alle nuove disposi- zioni che riguardano la zoniz- zazione degli specchi acquei su cui si affacciano le Falesie. «Le limitazioni poste - spiega l'architetto Danilo Antoni, con- sulente dei Torre e Tasso -, da un punto di vista squisitamen- te tecnico, sono da discutere. Mentre sotto il profilo strategi- co, invece, paiono sbagliatissi- me. L'ho già detto all’assessore al Turismo Andrej Cunja e lo ri- badisco ora, pubblicamente».
A margine dell’analisi della bozza di regolamento della Ri- serva regionale delle Falesie di Duino, inviato dalla giunta Kukanja alla Regione, il Comi- tato tecnico scientifico Aree protette ha infatti approvato, stando a quanto riferito dallo stesso Cunja, la zonizzazione, così come richiesto dall'ente locale. Pertanto «verranno isti- tuite tre zone: una fascia di tu- tela integrale fino a 50-60 metri dalla costa, a sua volta suddivi- sa in due aree; in quella più am- pia (da Duino verso Sistiana, ndr) l’accesso sarà totalmente interdetto, a tutela dell’avifau-
na presente sulle falesie stesse, mentre nell’area adiacente alla Caravella, quella coi fondali più interessanti, sarà possibile l’attività subacquea turisti- co-sportiva». Nello spazio ri- manente e fino a 500 metri dal- la costa sarà possibile l'accesso e l'ancoraggio ai natanti prov- visti di autorizzazione, che ver- rà rilasciata dal Comune.
«Il sottoscritto, in qualità di consulente dei Torre e Tasso, e il principe non sono mai stati invitati in qualsivoglia sede per approfondire tali temi - prose- gue Antoni -, eccezion fatta per la seduta in assise pubblica del-
la seconda commissione consi- liare, dove comunque, si sa, i partecipanti possono solo ascoltare, senza intervenire. In- vece ritengo che sarebbe stato opportuno convocare a un ta- volo Regione, Comune, princi- pe e anche Diego Lenarduzzi, gestore del campeggio presen- te nell'area, in quanto titolari e gestori del sito. Personalmente - prosegue Antoni - sono d'ac- cordo a regolamentare le diver- se situazioni, ma non mi trovo concorde sui divieti tout court».
Pollice verso a un insieme di norme “calato dall'alto” perché questi, afferma sempre Antoni, «sono sì dei regolamenti tecnici, ma soprattutto cultura- li e dunque bisogna coinvolge- re massimamente le persone». «Invece, questa volta, l'ammi- nistrazione ha purtroppo sba- gliato - conclude -. Cosa acca- drà? L'amministrazione varerà il regolamento e poi noi dovre- mo aggiustarlo. Il risultato? Una perdita di tempo».
Intanto le polemiche hanno registrato le prime reazioni, al punto da spingere il presidente della Comunella, Vladimiro Mervic, a una precisazione: «Per rispondere a chi ci accusa di fare “casino”, voglio ribadire che, per noi, è una faccenda se- ria, tremendamente seria e in- giusta. Non si prendono deci- sioni così importanti senza in- terpellare la popolazione».
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Re: Falesie di Duino

Messaggioda paolo utmar » 19 gen 2015

Massimo Grion mi ha invitato ad intervenire e gli ho risposto che il nucleo fondamentale del mio pensiero l'ho già espresso nella mailing list. Per me solo se l'uomo farà un passo indietro in queste zone riusciremo a conservare la natura più fragile. I tecnici della biodiversità dovrebbero tradurre in norme efficaci questo principio. Resta il fatto che i locali quasi sempre svalutano il valore dei loro posti quando a Marano paragonai le foci dello Stella al Colosseo gli stessi pescatori locali mi diedero del pazzo. Poi è seguito il degrado del sito quasi per nulla contrastato e nel disinteresse generale. In Carso sui problemi usuali si inserisce il problema etnico per cui qualsiasi iniziativa di tutela viene vista come un'intrusione di un popolo colonizzatore ai danni degli autoctoni. Su FB è venuta fuori una fiera opposizione alla Riserva come voluta da 3.4 persone.. Io ho discusso a lungo ma mi danno del venduto e del portatore di loschi interessi e non credono ai dati faunistici che porto. Secondo me in carso sarebbe sommamente auspicabile la nascita di un ambientalista della comunità slovena che abbia la voglia e la forza per farsi sentire dai suoi. Sembrano cose dell'altro secolo ma invece sono di oggi e io mi sento molto impotente perchè ho passato 10 anni con molti amici a Medeazza, Medije Vas ma non ho scalfito l'avversione alle regole ambientali, ai camosci etc, O forse si ma quelli che concordano con me sulla necessità di fare pace con la natura non lo dicono per non inimicarsi i big della comunità. Qualche volta la situazione è tipo l'uomo che sussurrava ai cavalli con il protagonista che è a favore del lupo mentre tutti i suoi, allevatori, lo odiano. Ecco, so che sono cose che succedono solo nei film, ma ci vorrebbe uno o più di uno così. uno rispettato perchè bravo nel suo lavoro che non abbia paura di farsi sentire dai suoi.
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Re: Falesie di Duino

Messaggioda Accipiter gentilis » 19 gen 2015

Grazie Paolo per il contributo; in effetti certe situazioni paradossali sembrano uscite da una pellicola. Non ne farei però una questione etnico-politica (che esiste), ma culturale: il mio auspicio è che le nuove generazioni (indipendentemente dalla propria "estrazione") sappiano uscire da questa stagnazione incancrenita del "nosepol" ambientale e supportare una sana valorizzazione e difesa del nostro territorio.

Se mi è permesso, rimando qui il link al contributo di Maurizio Rozza su questo argomento in un altro forum tematico (già menzionato in ML):
http://www.canoafriuli.com/forum/viewto ... f=3&t=3794
ricco di informazioni e spunti interessanti.

Sono questi interventi, come il tuo, quello di Maurizio, Fabio, Fabio etc che aiutano a far emergere la situazione reale e a divulgare conoscenza e informazione corretta. Chissà che anche fra la stampa locale emerga una figura come quella che tu auspichi "uno rispettato perchè bravo nel suo lavoro che non abbia paura di farsi sentire dai suoi."
Ma forse è più facile che prima ritorni la Foca Monaca sotto le falesie ... :-))
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Re: Falesie di Duino

Messaggioda Accipiter gentilis » 22 gen 2015

Completo questa discussione con due documenti, che dovrebbero essere la base di ogni discussione: il Regolamento della Riserva Naturale Regionale “Falesie di Duino” (perché è questo di cui stiamo parlando, non solamente il sentiero Rilke!) e l'allegata planimetria.

Approfitto per ricordare che nella Bacheca Annunci di questo forum ho caricato l'invito di Maurizio Rozza a un audizione pubblica su queste tematiche che si terrà martedì 27 p.v. alla casa della pietra di Aurisina.
Allegati
planimetria-reg-falesie.pdf
(304.68 KiB) Scaricato 150 volte
Regolamento Della Riserva Naturale Regionale gennaio 2015.pdf
(77.57 KiB) Scaricato 157 volte
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