Falco cuculo e migrazione

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Falco cuculo e migrazione

Messaggioda Accipiter gentilis » 25 mag 2015

Buonasera a tutti,

nella nostra regione la migrazione primaverile del Falco cuculo Falco vespertinus quest’anno è stata particolarmente evidente (numerose le segnalazioni pervenute anche nella nostra ML da parte di svariati osservatori) e prolungata (ad es. le mie prime osservazioni dell’anno sono del 22 aprile, ma ancora ieri 24/05 4 Falchi cuculi erano presenti a Versa di Romans d’Isonzo - Go).
UPDATE: mie ultime osservazioni il 09 giugno.

Riporto qui un paio di segnalazioni singolari:
- In ML Astore FVG, Domen Stanic riporta (16/05) che in Slovenia “Il 13/5 uno stormo di +400 individui e' stato osservato nella zona di Celje. Alcuni giorni dopo, sul fiume Krka +100 individui e lo stesso giorno altri 500 individui sul Ljubljansko barje (alle porte di Ljubljana).”
- In ML EBN, Giancarlo Silveri – che segue la migrazione di questa specie da anni sul tratto di fiume che và dalle Grave di Ciano ZPS (Crocetta del Montello ) all'altra ZPS La Garzaia di Pederobba e l'omonima oasi Lipu, in provincia di Treviso ai confini con il bellunese - segnala (23/05) che “In poco più di 15 giorni ho contato: Falco cuculo circa 4500 ind. oltre 1000 in un solo giorno”.

Questo notevole passaggio mi ha incuriosito; sono andato così a spulciare qualche numero qua e là, tanto per rendermi conto del trend complessivo. Si tratta infatti di una specie la cui popolazione europea ha mostrato un deciso decremento; lo status è classificato come:
• Status IUCN/BirdLife: Near Threatened (NT)
• Status Global Raptor Information Network: Near Threatened

Apprendo che la popolazione europea stimata ammonta tra le 26.000 e le 39.000 coppie [BirdLife International 2004]. La stessa fonte riporta una popolazione di 800-1.500 coppie per l’Ungheria, ma le stime ricavate da un progetto dedicato riportano solo 700-800 coppie per il 2005 e si segnala che la popolazione mostra un declino costante negli ultimi decenni.
La principale popolazione nidificante si trova in Russia con ca. 20-30.000 coppie; segue l’Ucraina con ca- 3.200-5.100 coppie e la Romania con 1.300-1.600 coppie; altri paesi ospitano modeste popolazioni. La regione pannonica rappresenta quindi il limite più occidentale del suo areale di riproduzione.

Alcune informazioni utili giungono da due progetti europei, dedicati allo studio e conservazione di questa specie.

Il Progetto LIFE “Conservation of Red-footed Falcon Falco vespertinus in the Pannonian region 2006-2009” riporta che “Its population has fallen by 50% during the past twenty years. At the launch of the comprehensive conservation programme in 2006 there were 558 pairs known in Hungary and 180 pairs in Western-Romania”.
Il Progetto LIFE+ “Conservation of the Red-footed Falcon in the Carpathian Basin (2012-2018)” si propone lo scopo di rafforzare la popolazione esistente in Ungheria e prevenire l’estinzione della specie in Slovacchia. Dagli ultimi dati disponibili si rileva che questo 2015 evidenzia una certa anomalia negli arrivi: sebbene i primi individui singoli siano giunti alle colonie ungheresi già alla fine di marzo, il grosso dei contingenti è stato osservato a partire dalla fine della prima decade di maggio. Interessante notare come alcuni individui (inanellati e dotati di radiocollare in Kazakhistan, Romania e Ungheria) alla data odierna stiano ancora sostando in Africa occidentale! Adai (rotta in rosso nella mappa), un maschio inanellato in Kazakhistan, il 19/05 aveva già attraversato il Sahara, sebbene molto più tardi del solito e seguendo una rotta molto più occidentale di quella prevista.

Questo falconide è un migratore regolare in primavera nella nostra regione, mentre è quasi del tutto assente nel periodo post-riproduttivo. Le prime segnalazioni cadono intorno alla metà di aprile, con una presenza più incisiva nella prima quindicina di maggio e possono continuare fino a metà giugno; i gruppi sono solitamente di dimensione modeste (fino a 30-35 individui), in un caso di 120 individui nel 2005.

Quali quindi le ipotesi sull’abbondanza di presenze quest’anno? Presumibilmente i fattori climatici giocano un ruolo importante.
Come probabilmente saprete, questa specie sverna in Africa meridionale e sud-occidentale; ad aprile una parte della popolazione svernante si muove verso l’Africa occidentale e da lì intraprende la rotta migratoria verso i siti riproduttivi (ca. 7.000 km).

Quest’anno gli esperti del falcoproject.eu hanno iniziato a ricevere segnalazioni da Marocco, Tenerife, Portogallo e Spagna, anche se questa specie viene più raramente avvistata in questi paesi. Ad es. un notevole influsso è stato segnalato quest'anno nella prima quindicina di maggio in Marocco sulle coste mediterranee (Melilla, Nador), ma anche nell'entroterra di Marrakesh.
Alcuni elementi hanno fatto ritenere in passato che il Falco cuculo compisse una migrazione a “loop”, ovvero che seguisse in primavera una rotta più occidentale di quella postriproduttiva. Questo potrebbe essere spiegato dal fatto che nel Sahara gli alisei nordorientali sono prevalenti a livello suolo: per evitare di volare contro vento i Falchi cuculi manterrebbero una rotta più occidentale.
Come rilevano gli esperti del progetto, “già in passato sono state registrate infiltrazioni primaverili nell’Europa occidentale. Nel 1998, 2002 e 2007 i Falchi cuculi hanno fatto la loro comparsa in Francia, Belgio, Olanda, Germania e sulle sponde meridionali e orientali della Spagna. Singoli individui inanellati nell’ambito del progetto sono stati ricatturati a Mallorca e in Olanda. Finora però non avevamo mai ricevuto notizie di stormi cospicui di Falchi cuculo sulle coste più occidentali d’Europa, addirittura fino alle Canarie”.

Concludo con alcune osservazioni personali: sono semplici constatazioni, lungi dal voler trarne regole di comportamento. I miei primi avvistamenti di quest’anno erano rappresentati da gruppi composti prevalentemente da esemplari adulti, anche se va sottolineato che la corretta valutazione dell’età delle femmine risulta a me più ardua. Le osservazioni di questi ultimi dieci giorni mostravano invece una notevole presenza di esemplari immaturi (oltre un terzo); gli individui osservati ieri erano tutti immaturi.
Mi è risultato infine curioso notare come nella stessa zona, a distanza di circa 20gg, gli individui (gli stessi? Non ci giurerei) all'inizio si nutrivano principalmente di grossi insetti a terra (es. grillotalpa), mentre in questi giorni ho notato una prevalenza di catture di micromammiferi (arvicole?)

Un saluto,
Massimo Grion

Immagini allegate:
- areali riproduttivi e di svernamento
- tracciamento satellitare di 4 individui (aggiornato al 19/05/2015)
- esempio di individuo maschio immaturo (2cy)
- cattura di micromammiferi
Allegati
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Re: Falco cuculo e migrazione

Messaggioda Accipiter gentilis » 29 mag 2015

Aggiungo qui uno scatto che illustra un comportamento abbastanza consueto ma non frequente: il furto di preda ai danni di un Gheppio "locale" - in questo caso non andato a buon fine :@

Immagine
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Re: Falco cuculo e migrazione

Messaggioda Accipiter gentilis » 4 giu 2015

Dal 1993 l'Unione Europea ha finanziato l'implementazione di Piani d'Azione dedicati a 50 specie di uccelli inseriti nell'Allegato 1 della Direttiva Uccelli. Sviluppati e coordinati da Birdlife International, i Piani forniscono informazioni sullo status, l'ecologia, le minacce a ciascuna specie e descrivono le azioni chiave necessarie per migliorare lo status della loro conservazione in Europa.
Troverete nel link qui sotto l'Action Plan per il Falco cuculo:

http://ec.europa.eu/environment/nature/ ... rtinus.pdf
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